AFORISMI

facce-a

                             ARISTOTELE                     FRIEDRICH NIETZSCHE                   PLATONE


1. “Se un uomo non è dispo­sto ad affron­ta­re qual­che rischio per le sue opi­nio­ni, o le sue opi­nio­ni non val­go­no nien­te o non vale nien­te lui!”.
EZRA POUND (1885 — 1972)


2. “Il pro­ble­ma pri­mo, base di ogni altro, è di carat­te­re inter­no: rial­zar­si, risor­ge­re inte­rior­men­te, dar­si una for­ma, crea­re in sé stes­si un ordi­ne ed una dirittura”.
JULIUS EVOLA (1898 — 1974) 


3. “Non occor­re spe­ra­re per intra­pren­de­re, né riu­sci­re per perseverare”.
GUGLIELMO IL TACITURNO (1533 — 1584) 


4. “I cam­bia­men­ti di luo­go non ren­do­no intel­li­gen­te chi è stupido”.
BIANTE di Prie­ne (VI a.C.)


5. “Se vuoi cono­sce­re la vera natu­ra di un uomo, devi dar­gli un gran­de potere”.
PITACCO di Miti­le­ne (650 — 570 a.C.)


6. “Chi non sa con­trol­lar­si è peri­co­lo­so per sé e per gli altri”.
TALETE (624 — 545 a.C.)


7. “Lo stol­to impa­ra solo soffrendo”.
ESIODO (VIII a.C.)


8. “Nel­le fac­cen­de impor­tan­ti è dif­fi­ci­le pia­ce­re a tutti”.
SOLONE di Ate­ne (640 — 560 a.C.)


9. “Non per­met­te­re alla tua lin­gua di cor­re­re avan­ti al tuo pensiero”.
CHILONE di Spar­ta (VI a.C.)


10. “Occor­re un sag­gio per rico­no­sce­re un saggio”.
FOCILIDE di Mile­to (VI a.C.)


facce-c

                                SENECA                             EZRA POUND                       P. VIRGILIO MARONE


11. “Par­la in modo sen­sa­to a uno stu­pi­do e que­sti ti chia­me­rà stupido”.
EURIPIDE (485 — 406 a.C.)


12. “L’i­ni­zio è la metà del tutto”.
PLATONE (427 — 347 a.C.)


13. “Chi ha mol­ti ami­ci non ha amici”.
ARISTOTELE (384 — 322 a.C.)


14. “Quan­do un albe­ro è sta­to abbat­tu­to, tut­ti vi fan­no legna”.
MENANDRO (342 — 291 a.C.)


15. Sul­la Massoneria:  “I prin­ci­pa­li respon­sa­bi­li di que­sta devia­zio­ne, a quan­to pare, sono i pasto­ri pro­te­stan­ti Ander­son e Desa­gu­liers, che redas­se­ro le Costi­tu­zio­ni del­la Gran Log­gia d’In­ghil­ter­ra, pub­bli­ca­te nel 1723, e fece­ro spa­ri­re tut­ti i docu­men­ti anti­chi sui qua­li pote­ro­no met­te­re le mani, per­chè non ci si accor­ges­se del­le inno­va­zio­ni che intro­du­ce­va­no (…). Tut­ta­via, essi lascia­ro­no sus­si­ste­re il sim­bo­li­smo, sen­za sospet­ta­re che esso, per chiun­que lo com­pren­des­se, testi­mo­nia­va con­tro di loro altret­tan­to elo­quen­te­men­te quan­to i testi scrit­ti, che essi non era­no d’al­tron­de riu­sci­ti a distrug­ge­re tut­ti. Ecco, rias­sun­to mol­to in bre­ve, ciò che dovreb­be­ro sape­re tut­ti colo­ro che voglio­no com­bat­te­re effi­ca­ce­men­te le ten­den­ze del­la Mas­so­ne­ria attuale”.
RENé GUéNON (1886 — 1951) 


16. “Quan­do incon­tri un ami­co, dimen­ti­ca le tue disgrazie”.
APPIO CLAUDIO CIECO (IV — III a.C.)


17. “Esse­re libe­ri è meglio che esse­re ricchi”.
NEVIO (275 — 201 a.C.)


18. “Quel­lo che ti man­ca chie­di­lo in pre­sti­to a te stesso”.
CATONE (234 — 149 a.C.)


19. “Si rive­la l’i­den­ti­tà del cava­lie­re pri­ma anco­ra che egli abbia estrat­to dal fode­ro la spada”.
(Sag­gez­za Zen) 


20. “Abbi l’at­teg­gia­men­to intre­pi­do di un eroe e il cuo­re tene­ro di un bambino”.
SOYEN SHAKE mae­stro Zen (?) 


facce-d

                         J.J. BACHOFEN                         YUKIO MISHIMA                      JOHANN FICHTE


21. “One­sti ver­so noi stes­si e ver­so tut­to quel­lo che ci è ami­co; pro­di con­tro i nemi­ci; mag­na­n­i­mi ver­so i vin­ti e corte­si sem­pre: ecco le nos­tre quat­tro vir­tù cardinali”.
FRIEDRICH NIETZSCHE (1844 — 1900) 


22. “Un gran­de fiu­me fa meno rumo­re di un fiu­me piccolo”.
(Mas­si­ma Medievale) 


23. “Per­dona spes­so agli altri, ma a te mai”.
CATONE (234 — 149 a.C.)


24. “Gli stu­di ali­men­tano la giovinez­za e ral­le­gra­no la vecchiaia”.
CICERONE (106 — 43 a.C.)


25. “A cias­cuno è des­ti­na­to il suo gior­no. Bre­ve e inesora­bile è per tut­ti il tem­po del­la vita, ma la vir­tù per mez­zo del­le azio­ni può pro­l­un­gar­la con la fama”.
VIRGILIO (70 — 19 a.C.)


26. “Can­cel­la spes­so se vuoi scri­vere cose che sia­no deg­ne di esse­re let­te più di una volta”.
ORAZIO (65 — 8 a.C.)


27. “Andrai sicu­ro se segui­rai la via di mezzo”.
OVIDIO (43 a.C. — 18) 


28. “L’uo­mo col­to ha sem­pre con sé la sua ricchezza”.
FEDRO (20 a.C. — 50) 


29. “Da un uomo gran­de c’è qual­cosa da impara­re anche quan­do tace”.
SENECA (4 a.C. — 65) 


30. “Devi sem­pre agi­re, par­lare e pen­sare come se quel­l’is­tante fos­se l’ul­ti­mo del­la tua vita”.
MARCO AURELIO ANTONINO (121 — 180) 


facce-e

                            A. DE BENOIST                     D. LA ROCHELLE                           A. ROMUALDI


31. “Con­ta solo il silen­zioso ten­er fer­mo di pochi, la cui pre­sen­za impas­si­bile da con­vi­tati di pie­tra ser­va a crea­re nuo­vi rap­por­ti, nuo­ve dis­tanze, nuo­vi val­ori; a costru­ire un polo il qua­le, se di cer­to non impe­di­rà a que­sto mon­do di devia­ti di esse­re quel­lo che è, var­rà però a trasmet­tere a qual­cuno la sen­sazione del­la ver­i­tà-sen­­sa­zio­ne, che potrà fors’anche esse­re prin­ci­pio invis­i­bile di qual­che cri­si liberatrice”.
JULIUS EVOLA (1898 — 1974) 


32. “La vera nobil­tà è con­feri­ta solo dagli avi che abbia­no rice­vu­to l’Iniziazione”.
BOEZIO A.M.T. SEVERINO (480 — 524) 


33. “È pro­prio dai miglio­ri che gli Dei esi­go­no che dian buo­na pro­va di sé innan­zi al Destino”.
HANS F. K. GUNTHER (da: From­migkeit Nordis­ch­er Artung, 1936) 


34. “Lib­ertà è dove puoi vive­re come pia­ce all’in­tre­pi­do cuo­re; dove vivi sec­on­do le leg­gi e i cos­tu­mi dei tuoi padri; dove giois­ci di ciò che già ren­de­va feli­ci i tuoi avi”.
E. M. ARNDT (Kat­e­chis­mus fur den teu­tschen Kriegs und Wehr­mann, 1813) 


35. “Que­sto soprat­tut­to: sii fede­le a te stesso!”.
(dal­l’Am­le­to I, 3, 78) 


36. “Un uomo che, semi-ille­t­­te­r­a­­to, ha vivo il sen­ti­men­to di ono­re e di fedel­tà, per noi vale di più di un acca­d­e­mi­co lau­re­ato nar­ci­sista pron­to ad ogni cor­ti­giane­r­ia pur di far­si avan­ti o di uno scien­zi­a­to vigli­ac­co: e, più in alto di tut­to, stan­no per noi i val­ori eroi­ci ed asceti­ci, uni­ci a gius­ti­fi­care la vita con qual­cosa, che è “più che vita”.
JULIUS EVOLA (1898 — 1974) 


37. “Col­oro che fan­no del vesti­to una par­te prin­ci­pale di se stes­si fini­ran­no, in gen­erale, per non vale­re più dei loro abiti”.
WILLIAM HAZLITT (1778 — 1830) 


38. “Quan­to più gran­de il pote­re, tan­to più peri­coloso l’abuso”.
EDMUND BURKE (Dis­cor­so, 1771) 


39. “L’amore è lo sta­to in cui l’uo­mo vede le cose più diver­se da come sono”.
FRIEDRICH NIETZSCHE (1844 — 1900) 


40. “Un imbe­cille non si anno­ia mai: si contempla”.
REMY DE GOURMONT (Passeg­giate filosofiche) 


facce-f

                           ARNO BREKER                            E.M. ARNDT                         HANS GUNTHER


41. “In lin­gug­gio astro­nom­i­co il sol­stizio d’in­ver­no è il gior­no in cui il sole toc­ca il pun­to più bas­so del­l’el­lit­ti­ca, qua­si come se si allon­tanasse e spro­fon­dasse nel­la not­te. All’e­poca del­le gran­di gla­cia­zio­ni, l’u­man­ità di raz­za bian­ca rimas­ta sul con­ti­nente euro­peo cel­e­bra­va in que­sto gior­no la mor­te e la res­ur­rezione del sole. All’al­ba, dopo la not­te più lun­ga del­l’an­no, fuo­chi a for­ma di ruo­ta salu­ta­vano il sole invit­to risor­gente dal­l’abis­so. Oggi, sul­l’oriz­zonte del­l’Eu­ropa, è sol­stizio d’in­ver­no, un inter­minabile inver­no di ser­vi­tù e di ver­gogna. Ma noi cre­di­amo, noi voglia­mo cre­de­re all’im­mi­nente res­ur­rezione del­la luce”.
ADRIANO ROMUALDI (1940 — 1973) 


42. “Quel che non mi ucci­de mi fa più forte”.
FRIEDRICH NIETZSCHE (1844 — 1900) 


43. “Quan­to più ci innalzi­amo, tan­to più pic­coli sem­bri­amo a col­oro che non pos­sono volare”.
FRIEDRICH NIETZSCHE (1844 — 1900) 


44. “L’ig­no­ran­za è tem­po­ranea, la stu­pid­ità è per sempre”.
(Anon­i­mo)


45. “Quan­do avre­te abbat­tuto l’ul­ti­mo albe­ro, quan­do avre­te pesca­to l’ul­ti­mo pesce, quan­do avre­te inquina­to l’ul­ti­mo fiu­me, solo allo­ra vi accorg­erete che il dena­ro non si puó mangiare”.
(dai Nati­vi d’America) 


46. “Vi sono due vie per ogni conoscen­za: quel­la più lun­ga, più len­ta, più fati­cosa alla com­pren­sione, e quel­la che vie­ne per­cor­sa con la for­za e la veloc­ità del­l’elet­tric­ità, la via del­la fan­ta­sia, che, mos­sa dal­la vista e dal con­tat­to diret­to dei resti anti­chi, sen­za mez­zi ter­mi­ni com­prende il vero, come attra­ver­so una scos­sa. Ciò che vie­ne acquis­ta­to per mez­zo di ques­ta sec­on­da via è enorme­mente supe­ri­ore per vita e col­ore a ciò che vie­ne con­quis­ta­to per mez­zo dell’intelletto”.
JOHANN JAKOB BACHOFEN (1815 — 1887) 


47.“Dio ha dato all’uo­mo la statu­ra eret­ta e gli ha ordi­na­to di guar­da­re il cie­lo e di erg­ere il vol­to ver­so le stelle”.
OVIDIO (43 a.C. — 18) 


48. “Sono paga­ni tut­ti col­oro che dico­no si alla vita, col­oro per i qua­li Dio è il ter­mine che espri­me il gran­de si a tut­te le cose”.
FRIEDRICH NIETZSCHE (1844 — 1900) 


49. “Gli dèi sono degli uomi­ni immor­tali, men­tre gli uomi­ni sono dèi mortali”.
ERACLITO (550 — 480 a.C. ca.) 


50. “Quan­do muo­re una per­sona cara, alla don­na si addi­ce il pian­gere, agli uomi­ni il ricordare”.
PUBLIO CORNELIO TACITO (55 — 120 ca.) 


facce-b

                       JULIUS EVOLA                   GIULIANO IMPERATORE                    RENÉ GUÉNON


51. “Nel­l’An­ti­chità, la figu­ra esem­plare del­l’eroe cos­ti­tu­i­va l’in­ter­me­di­ario tra i due liv­el­li. L’eroe è un semi-dio, idea che appari­va del tut­to nat­u­rale agli Anti­chi, men­tre nel­la Bib­bia essa è per for­za ritenu­ta blasfema”.
ALAIN DE BENOIST (1943 —   )


52. “Chi sogna di gior­no cono­sce mol­te cose che sfug­gono a chi sogna solo di notte”.
EDGAR ALLAN POE (1809 – 1849)


53. “Una vol­ta nel greg­ge è inu­ti­le che abbai: scodinzola!”.
ANTON CECHOV (1860 – 1904)


54. “La vita e i sog­ni sono fogli di uno stes­so libro. Leg­ger­li in ordi­ne è vive­re, sfogliar­li a caso è sognare”.
ARTHUR SCHOPENHAUER (1788 – 1860)


55. “Si vol­ge ad atten­dere il futu­ro solo chi non sa vive­re il presente”.
SENECA (4 a.C. – 65) 


56. “La vita si misu­ra dal­le ope­re e non dai giorni”.
PIETRO METASTASIO (1698–1782)


57. “La vita, sen­za una meta, è vagabondaggio”.
SENECA (4 a.C. – 65) 


58. “La vita è l’in­fanzia del­la nos­tra immortalità”.
JOHANN WOLFGANG VON GOETHE (1749 – 1832) 


59. “L’ovvio è quel che non si vede mai, fin­ché qual­cuno non lo espri­me con la mas­si­ma semplicità”.
KAHLIL GIBRAN (1883 – 1931) 


60. “La luce è più velo­ce del suo­no. Per que­sto moti­vo alcu­ne per­sone sem­bra­no bril­lan­ti fino a quan­do non parlano”.
(Anon­i­mo)


facce-g

                            KAHLIL GIBRAN                            LAO TSE                                  ORAZIO


61. “Il val­ore di un uomo si misu­ra dal­le poche cose che crea, non dai mol­ti beni che accumula”.
KAHLIL GIBRAN (1883 – 1931) 


62. “L’uo­mo è due uomi­ni con­tem­po­ranea­mente: solo che uno è sveg­lio nel­le tene­bre e l’al­tro dor­me nel­la luce”. 
KAHLIL GIBRAN (1883 – 1931)


63. “Quan­do nel mon­do appa­re un vero genio, lo si rico­no­sce dal fat­to che tut­ti gli idi­oti fan­no ban­da con­tro di lui”.
JONATHAN SWIFT (1667 – 1745) 


64. “Pote­te giu­di­care quan­to intel­li­gente è un uomo dal­le sue rispo­ste. Pote­te giu­di­care quan­to è sag­gio dal­le sue domande”.
NAGIB MAHFUZ (1912 —     )


65. “L’imbecille cade sul­la schie­na e si sbuc­cia il naso”.
(Prover­bio Yiddish) 


66. “La let­tura ren­de un uomo com­ple­to, la con­ver­sazione lo ren­de agi­le di spir­i­to e la scrit­tura lo ren­de esatto”.
FRANCIS BACON (1561 – 1626) 


67. “Gli dei han­no dato agli uomi­ni due orec­chie e una boc­ca, per pot­er ascol­ta­re il dop­pio e par­lare la metà”.
TALETE (VII – VI a.C.)


68. “Se non sei par­te del­la solu­zio­ne, allo­ra sei par­te del problema”.
(Anon­i­mo)


69. “Pri­ma di giu­di­care un uomo cam­mi­na per tre lune nel­le sue scarpe”.
(Prover­bio dei Nati­vi d’America)


70. “Tu puoi sco­prire di più riguar­do a una per­sona in un’ora di gio­co che in un anno di conversazione”.
PLATONE (427 – 347 a.C.)


facce-h

                  CARLO MICHELSTAEDTER           GUSTAV MEYRINK              OSVALD SPENGLER


71. “Il nemi­co non è il tem­po, ma l’u­so che ne facciamo”. 
Richard Koch (?)


72. “La mag­gior sci­agu­ra per un uomo d’azione è di non mori­re, nean­che dopo aver rag­giun­to un ulti­mo pun­to giusto”. 
YUKIO MISHIMA (1925 — 1970)


73. “Non ho impara­to la Via per vin­cere gli altri, ma per vin­cere me stesso”. 
YAGYÛ MUNEMORI (1571 — 1645) 


74. “O Gran­de Spir­i­to, per­me­t­ti­mi di impara­re la lezio­ne che hai cela­to in ogni foglia e in ogni sas­so. Io voglio esse­re for­te, non per primeg­gia­re sul mio fratel­lo, ben­sì per com­bat­tere il mio più gran­de nemi­co: me stes­so. Fà che io sia sem­pre pron­to a veni­re a Te con mani net­te e sguar­do lea­le. Affin­ché, quan­do la vita declin­erà al calar del tra­mon­to, il mio spir­i­to pos­sa pre­sen­tar­si a Te sen­za onta”. 
(Can­to Cheyenne) 


75. “Fà più rumo­re un albe­ro che cade di una fores­ta che cresce”. 
(Anon­i­mo)


76. “Ti sia leci­to di fare ciò da cui sai che, se vuoi, puoi astenerti”.
JULIUS EVOLA (1898 — 1974) 


77. “Il paganes­i­mo è cam­er­atismo con Dio; Dio è solo il superla­ti­vo dell’essere-uomo”.
SOREN KIERKEGAARD (1813 — 1855) 


78. “Sig­nori, io ho fat­to soltan­to un maz­zo di fio­ri scel­ti e di mio non ho dato che lo spa­go; Voi potre­te far­lo a pez­zi ma i fat­ti non potre­te mai dis­trug­ger­li, pote­te solo igno­rar­li e null’altro.”
MICHEL MONTAIGNE (1533 — 1592) 


79. “Colui che cono­sce gli altri è sapi­ente; colui che cono­sce se stes­so è illu­mi­na­to; colui che vin­ce se stes­so è superiore”. 
LAO-TZE (IV — V a.C.)


80. “è meglio accen­dere una can­dela, piut­tosto che male­di­re il buio”. 
LAO-TZE (IV — V a.C.)


facce-i

                             MIRCEA ELIADE                   MEISTER ECKART             GEORGES DUMEZIL


81. “Roma non avreb­be potu­to assurg­ere a tan­ta poten­za se non aves­se avu­to, in qual­che modo, orig­ine div­ina, tale da offri­re agli occhi degli uomi­ni, qual­cosa di gran­de e di inesplicabile”. 
PLUTARCO (46 — 120ca.) 


82. “Ciò che abbi­amo fat­to solo per noi muo­re con noi; ciò che fac­ciamo per gli altri e per l’u­man­ità rima­ne ed è immortale”. 
ALBERT PIKE (1809 — 1891) 


83. “Ciò che nei miti si pre­sen­ta inverosim­i­le, è pro­prio quel che ci apre la via alla ver­ità. Infat­ti, quan­to più para­dos­sale e stra­or­di­nario è l’enig­ma, tan­to più pare ammonir­ci a non affi­dar­ci alla nuda paro­la, ma ad affati­car­ci intor­no alla ver­ità riposta”. 
GIULIANO IMPERATORE (332 — 363) 


84. “Ebbe­ne, egre­gi sig­nori scien­ziati, pos­to che sape­te tan­te cose, che sie­te così equi­li­brati, e che cono­sce­te così bene la sug­ges­tione, ven­ite dun­que ad eser­ci­ta­re la vos­tra poten­za ipnot­i­ca con­tro di noi. Vi dire­mo bra­vo, quan­do rius­cirete a sug­ges­tionar­ci. In cam­bio vi fare­mo sper­i­menta­re, se ve ne venis­se la voglia, qual­che­du­na del­le sen­sazioni di cui par­lano Apu­leio e Plutar­co; e ci con­tenter­e­mo di rid­ere quan­do al pri­mo tra­bal­lare del­la vos­tra psi­che dare­te man­i­festi seg­ni di ave­re capi­to che il mare aper­to dei nav­i­gan­ti non è pileg­gio da pic­ci­o­let­ta barca”. 
ARTURO REGHINI (1878 — 1946) 


85. “Anche una pie­tra è Dio, solo che essa non sa di esserlo”. 
MEISTER ECKHART (1260 — 1328) 


86. “ La data del 1717 non seg­na l’o­rig­ine del­la mas­sone­r­ia ma quel­la del­la sua degenerescen­za, il che è assai diverso “. 
RENé GUéNON (1886 — 1951) 


87.  Sul­la Massoneria:  …nel­le orig­i­ni la mas­sone­r­ia (come la cosid­det­ta mas­sone­r­ia oper­a­ti­va) ha potu­to ave­re un carat­tere iniziati­co, quin­di spir­i­tuale. Ma, in segui­to, col suo politi­ciz­zarsi come la cosid­det­ta mas­sone­r­ia spec­u­la­ti­va a par­tire dal­la fon­dazione del­la Gran Log­gia di Lon­dra (1717), essa ha assun­to un carat­tere assai diver­so e stori­ca­mente ha svol­to un’azione anti­tradizionale (come una del­le soci­etés de pen­sée essa ebbe già a pre­pa­ra­re la Riv­o­luzione fran­ce­se). Quan­to alla mas­sone­r­ia di Rito Scoz­ze­se essa pre­sen­ta un sin­cretismo inor­gan­i­co e dis­or­di­na­to di gra­di e di “dig­nità” d’og­ni gene­re e nel com­p­lesso si ridu­ce a vuo­te vestigia “. 
JULIUS EVOLA (1898 — 1974) 


88.  Sul­l’uo­mo occi­den­tale, a par­tire dal Rinasci­men­to: “Si è stac­ca­to dai cie­li con la scu­sa di con­quistare la terra”. 

RENé GUéNON (1886 — 1951) 


89. Io dico che nes­suno può cono­sce­re Dio se pri­ma non cono­sce se stesso “. 

MEISTER ECKHART (1260 — 1328) 


90. Fra uomi­ni esi­ste, per natu­ra, soltan­to indif­feren­za; ma fra don­ne, già per natu­ra, vi è inimi­cizia… Anche incon­tran­dosi per stra­da, si guar­da­no a vicen­da come guel­fi e ghibellini “. 

ARTHUR SCHOPENHAUER (1788 — 1860) 


facce-m

                        TITUS BURCKHARDT          ARTHUR DE GOBINEAU            PIERRE PASCAL


91. Oro e argen­to, ancor pri­ma di dive­ni­re misu­ra di tut­te le cose da acqui­sta­re, era­no met­al­li sac­ri. Essi cos­ti­tu­iv­ano l’im­mag­ine ter­re­na del sole e del­la luna e quin­di di tut­te quel­le real­tà spir­i­tu­ali e psi­chi­che poste in rela­zio­ne con ques­ta cop­pia celeste “. 

TITUS BURCKHARDT (1908 — 1984) 


92.  Odio le tue idee, ma sono pron­to a dare la vita per­ché tu le pos­sa esprimere”. 

FRANCOIS MARIE AROUET (det­to Vol­tai­re) (1694 — 1778) 


93. Il buon guer­riero non è aggres­si­vo, un buon com­bat­tente non si las­cia pren­dere dal­l’i­ra. Chi sa vin­cere non ha bisog­no di dar bat­ta­glia, chi sa gui­da­re gli esse­ri uma­ni si met­te al loro servizio “. 

LAO-TZE (IV — V a.C.)


94. Chi cono­sce gli altri è, si, sapi­ente ma chi cono­sce sé allo­ra è illu­mi­na­to. Chi vin­ce gli altri è, si, poten­te ma chi vin­ce se stes­so è ben più for­te. Chi ha volon­tà è riso­lu­to. Chi si accon­tenta è ric­co. Chi non si dis­cos­ta dal suo gius­to pos­to dura a lun­go. Mori­re e non fini­re, è que­sto vive­re a lungo “. 

LAO-TZE (IV — V a.C.)


95. Ruba un pez­zo di leg­no e ti chia­mano ladro; ruba un reg­no e ti chia­mano duca “. 

CHUANG-CHOU (370 — 301 a.C. ?)


96. La Tra­di­zio­ne è cus­to­dia del fuo­co e non ado­razione del­la cenere “. 

GUSTAV MAHLER (1860 — 1911) 


97. I sag­gi non dico­no tut­to quel­lo che pen­sano, ma pen­sano tut­to ciò che dicono. “. 

RAIMON PANIKKAR (1918 —  )


98. C’è un tem­po in cui il san­gue, colan­do, sep­a­ra, c’è un tem­po in cui il san­gue, colan­do, unisce “. 

PIERRE DRIEU LA ROCHELLE (1893 — 1945) 


99. …non qua­lun­que pro­fano può dive­ni­re un mas­sone e non tut­ti gli appren­di­sti e com­pag­ni pos­sono dive­ni­re dei mae­stri, per­chè si trat­ta di svilup­pare un dono nat­u­rale e non di crea­re dal nul­la, e non vi è arte regia che pos­sa fare un Pagani­ni di chi non è for­ni­to del­l’orec­chio necessario “. 

ARTURO REGHINI (1878 — 1946) 


100. Guar­dia­mo le medes­ime stel­le, comu­ne è il cie­lo, un medes­i­mo uni­ver­so ci rac­chi­ude: che impor­ta con qua­le dot­t­ri­na cias­cuno ricer­ca la ver­ità? Non si può giun­gere fino a così sub­lime seg­re­to per mez­zo di una sola via “. 

QUINTO AURELIO SIMMACO (320 — 402/403)


facce-l

                           ARTURO REGHINI                     Q.A. SIMMACO              ROBERT BRASILLACH


101. È sor­pren­dente vede­re come in Occi­dente ave­te case gran­dis­sime e tut­tavia fami­glie pic­col­is­sime; ave­te infi­nite comod­ità e tut­tavia pare che non abbi­ate mai tem­po; pote­te viag­gia­re dap­per­tut­to nel mon­do, tut­tavia non vi pas­sa per la tes­ta di attra­ver­sare la stra­da per anda­re a tro­va­re il vici­no; ave­te più cibo di quan­to potre­ste mai man­gia­rne, tut­tavia ci sono per­sone che vivo­no una vita di sten­ti. Il gran­de prob­le­ma del­l’Oc­ci­dente è che la gen­te è trop­po pre­sa da se stes­sa. Non pen­so che la gen­te sia diven­ta­ta più ego­ista, ma la vita è diven­ta­ta più faci­le e que­sto l’ha rov­ina­ta; ha meno capac­ità di adat­ta­men­to, si aspet­ta di più, si parag­o­na costan­te­mente agli altri e ha trop­pa scel­ta, cosa che non appor­ta alcu­na rea­le libertà “. 

TENZIN GYATSO XIV Dalai Lama (1935 — )


102. Gli osta­coli sono del­le cose che si vedo­no quan­do si dis­toglie lo sguar­do dai pro­pri obi­et­tivi”.

(Anon­i­mo)


103. Il val­ore di un uomo si riv­ela nel­l’is­tante in cui la vita si con­fronta con la mor­te”.

YUKIO MISHIMA (1925 — 1970) 


104. Quan­do la ragio­ne di vita di un uomo con­siste nel­la pace, allo­ra non gli rima­ne altro che adeguar­si alla don­na, assumen­do una posi­zio­ne sub­al­ter­na nei suoi con­fron­ti. Se inve­ce è il peri­co­lo la sua meta ide­ale, egli ha la neces­sità di ten­dere stren­u­a­mente e inces­san­te­mente il pro­prio cor­po e la pro­pria vita come un arco”.

YUKIO MISHIMA (1925 — 1970) 


105. Solo i sapi­en­ti più ele­vati e gli igno­ran­ti più ele­vati sono immu­ta­bi­li”.

CONFUCIO (551 — 479 a.C.)


106. Nascon­di­amo con l’el­mo la can­izie”.

(Numa­no il rutu­lo — dal­l’Enei­de, IX, 612 di Virgilio) 


107. Per­ché tu ti ren­da con­to che la natu­ra ha pro­prio volu­to esse­re ammi­ra­ta e non soltan­to guar­da­ta, con­sid­era dove ci ha pos­to: ci ha col­lo­cati pro­prio al cen­tro e ci ha con­ces­so di pot­er spa­zia­re con lo sguar­do; e non solo ci ha dato una posi­zio­ne eret­ta, ma anche, per­ché potes­si­mo con­tem­plar­la con più facil­ità, segui­re il cor­so del­le stel­le dal loro sorg­ere al tra­mon­to e segui­re ogni movi­men­to del­l’u­ni­ver­so, ci ha fat­to il capo sul­la par­te supe­ri­ore del cor­po su un col­lo fles­si­bi­le. Quin­di, facen­do ruo­ta­re le costel­lazioni, sei di gior­no e sei di not­te, ci ha riv­e­la­to ogni par­te di sé, per far nasce­re, attra­ver­so quan­to ave­va mes­so sot­to i nos­tri occhi, il deside­rio di cono­sce­re anche il resto”.

SENECA (4 a.C. — 65) 


108. La saggez­za mi dice che io non sono nien­te; l’amore mi dice che io sono tut­to: fra i due scor­re la mia vita”.

NISARGADATTA MAHARAJ (1897 — 1981) 


109. Uno stu­pido istru­ito ha solo un cam­po più vas­to per eser­ci­ta­re la sua stu­pid­ità”.

Frie­drich Niet­zsche (1844 — 1900) 


110. La giovinez­za è feli­ce, per­ché ha la capac­ità di vede­re la bellez­za. Chi­unque con­servi la capac­ità di coglie­re la bellez­za non diven­terà mai vec­chio”.

Franz Kaf­ka (1883 — 1924) 


facce-o

                                  TITO LIVIO                   P. FILIPPANI RONCONI                   PLOTINO


111. Sapen­do, taci”.

SOLONE (630–558 a.C.)


112. La mag­gio­ran­za degli uomi­ni è cat­ti­va.”.

BRIANTE DI PRIENE (600–530 a.C.)


113. Anche tra le Stel­le è pos­si­bi­le tro­va­re una stra­da per cono­sce­re sé stes­si”.

TALETE DI MILETO (640–548 a.C.)