AFORISMI

facce-1

 

1. "Se un uomo non è disposto ad affrontare qualche rischio per le sue opinioni, o le sue opinioni non valgono niente o non vale niente lui!"

EZRA POUND (1885 - 1972)


 

2. "Il problema primo, base di ogni altro, è di carattere interno: rialzarsi, risorgere interiormente, darsi una forma, creare in sé stessi un ordine ed una dirittura".

JULIUS EVOLA (1898 - 1974)


 

3. "Non occorre sperare per intraprendere, né riuscire per perseverare".

GUGLIELMO IL TACITURNO (1533 - 1584)


 

4. "I cambiamenti di luogo non rendono intelligente chi è stupido".

BIANTE di Priene (VI a.C.)


 

5. "Se vuoi conoscere la vera natura di un uomo, devi dargli un grande potere".

PITACCO di Mitilene (650 - 570 a.C.)


 

6. "Chi non sa controllarsi è pericoloso per sé e per gli altri".

TALETE (624 - 545 a.C.)


 

7. "Lo stolto impara solo soffrendo".

ESIODO (VIII a.C.)


 

8. "Nelle faccende importanti è difficile piacere a tutti".

SOLONE di Atene (640 - 560 a.C.)


 

9. "Non permettere alla tua lingua di correre avanti al tuo pensiero".

CHILONE di Sparta (VI a.C.)


 

10. "Occorre un saggio per riconoscere un saggio".

FOCILIDE di Mileto (VI a.C.)


facce-2

 

11. "Parla in modo sensato a uno stupido e questi ti chiamerà stupido".

EURIPIDE (485 - 406 a.C.)


 

12. "L'inizio è la metà del tutto".

PLATONE (427 - 347 a.C.)


 

13. "Chi ha molti amici non ha amici".

ARISTOTELE (384 - 322 a.C.)


 

14. "Quando un albero è stato abbattuto, tutti vi fanno legna".

MENANDRO (342 - 291 a.C.)


 

15. Sulla Massoneria: "I principali responsabili di questa deviazione, a quanto pare, sono i pastori protestanti Anderson e Desaguliers, che redassero le Costituzioni della Gran Loggia d'Inghilterra, pubblicate nel 1723, e fecero sparire tutti i documenti antichi sui quali poterono mettere le mani, perché non ci si accorgesse delle innovazioni che introducevano (...). Tuttavia, essi lasciarono sussistere il simbolismo, senza sospettare che esso, per chiunque lo comprendesse, testimoniava contro di loro altrettanto eloquentemente quanto i testi scritti, che essi non erano d'altronde riusciti a distruggere tutti. Ecco, riassunto molto in breve, ciò che dovrebbero sapere tutti coloro che vogliono combattere efficacemente le tendenze della Massoneria attuale".

RENé GUéNON (1886 - 1951)


 

16. "Quando incontri un amico, dimentica le tue disgrazie".

APPIO CLAUDIO CIECO (IV - III a.C.)


 

17. "Essere liberi è meglio che essere ricchi".

NEVIO (275 - 201 a.C.)


 

18. "Quello che ti manca chiedilo in prestito a te stesso".

CATONE (234 - 149 a.C.)


 

19. "Si rivela l'identità del cavaliere prima ancora che egli abbia estratto dal fodero la spada".

(Saggezza Zen)


 

20. "Abbi l'atteggiamento intrepido di un eroe e il cuore tenero di un bambino".

SOYEN SHAKE maestro Zen (?)


facce-3

 

21. "Onesti verso noi stessi e verso tutto quello che ci è amico; prodi contro i nemici; magnanimi verso i vinti e cortesi sempre: ecco le nostre quattro virtù cardinali".

FRIEDRICH NIETZSCHE (1844 - 1900)


 

22. "Un grande fiume fa meno rumore di un fiume piccolo".

(Massima Medievale)


 

23. "Perdona spesso agli altri, ma a te mai".

CATONE (234 - 149 a.C.)


 

24. "Gli studi alimentano la giovinezza e rallegrano la vecchiaia".

CICERONE (106 - 43 a.C.)


 

25. "A ciascuno è destinato il suo giorno. Breve e inesorabile è per tutti il tempo della vita, ma la virtù per mezzo delle azioni può prolungarla con la fama".

VIRGILIO (70 - 19 a.C.)


 

26. "Cancella spesso se vuoi scrivere cose che siano degne di essere lette più di una volta".

ORAZIO (65 - 8 a.C.)


 

27. "Andrai sicuro se seguirai la via di mezzo".

OVIDIO (43 a.C. - 18)


 

28. "L'uomo colto ha sempre con sé la sua ricchezza".

FEDRO (20 a.C. - 50)


 

29. "Da un uomo grande c'è qualcosa da imparare anche quando tace".

SENECA (4 a.C. - 65)


 

30. "Devi sempre agire, parlare e pensare come se quell'istante fosse l'ultimo della tua vita".

MARCO AURELIO ANTONINO (121 - 180)


facce-4

 

31. "Conta solo il silenzioso tener fermo di pochi, la cui presenza impassibile da convitati di pietra serva a creare nuovi rapporti, nuove distanze, nuovi valori; a costruire un polo il quale, se di certo non impedirà a questo mondo di deviati di essere quello che è,
varrà però a trasmettere a qualcuno la sensazione della verità-sensazione, che potrà fors'anche essere principio invisibile di qualche crisi liberatrice".

JULIUS EVOLA (1898 - 1974)


 

32. "La vera nobiltà è conferita solo dagli avi che abbiano ricevuto l'Iniziazione".

BOEZIO A.M.T. SEVERINO (480 - 524)


 

33. "È proprio dai migliori che gli Dei esigono che dian buona prova di sé innanzi al Destino".

HANS F. K. GUNTHER (da: Frommigkeit Nordischer Artung, 1936)


 

34. "Libertà è dove puoi vivere come piace all'intrepido cuore; dove vivi secondo le leggi e i costumi dei tuoi padri; dove gioisci di ciò che già rendeva felici i tuoi avi".

E. M. ARNDT (Katechismus fur den teutschen Kriegs und Wehrmann, 1813)


 

35. "Questo soprattutto: sii fedele a te stesso!".

(dall'Amleto I, 3, 78)


 

36. "Un uomo che, semi-illetterato, ha vivo il sentimento di onore e di fedeltà, per noi vale di più di un accademico laureato narcisista pronto ad ogni cortigianeria pur di farsi avanti o di uno scienziato vigliacco: e, più in alto di tutto, stanno per noi i valori eroici ed ascetici, unici a giustificare la vita con qualcosa, che è "più che vita".

JULIUS EVOLA (1898 - 1974)


 

37. "Coloro che fanno del vestito una parte principale di se stessi
finiranno, in generale, per non valere più dei loro abiti".

WILLIAM HAZLITT (1778 - 1830)


 

38. "Quanto più grande il potere, tanto più pericoloso l'abuso".

EDMUND BURKE (Discorso, 1771)


 

39. "L'amore è lo stato in cui l'uomo vede le cose più
diverse da come sono".

FRIEDRICH NIETZSCHE (1844 - 1900)


 

40. "Un imbecille non si annoia mai: si contempla".

REMY DE GOURMONT (Passeggiate filosofiche)


facce-5

 

41. "In linguaggio astronomico il solstizio d'inverno è il giorno in cui il sole tocca il punto più basso dell'ellittica,
quasi come se si allontanasse e sprofondasse nella notte. All'epoca delle grandi glaciazioni, l'umanità di razza bianca rimasta sul continente europeo celebrava in questo giorno la morte e la resurrezione del sole.
All'alba, dopo la notte più lunga dell'anno, fuochi a forma di
ruota salutavano il sole invitto risorgente dall'abisso. Oggi, sull'orizzonte dell'Europa, è solstizio d'inverno, un interminabile inverno di servitù e di vergogna. Ma noi crediamo, noi vogliamo credere all'imminente
resurrezione della luce".

ADRIANO ROMUALDI (1940 - 1973)


 

42. "Quel che non mi uccide mi fa più forte".

FRIEDRICH NIETZSCHE (1844 - 1900)


 

43. "Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo
a coloro che non possono volare".

FRIEDRICH NIETZSCHE (1844 - 1900)


 

44. "L'ignoranza è temporanea, la stupidità è per sempre".

(Anonimo)


 

45. "Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, quando avrete pescato l'ultimo pesce,
quando avrete inquinato l'ultimo fiume, solo allora vi accorgerete che il denaro non si
puó mangiare".

(dai Nativi d'America)


 

46. "Vi sono due vie per ogni conoscenza: quella più lunga, più lenta,
più faticosa alla comprensione, e quella che viene percorsa con la forza e la
velocità dell'elettricità, la via della fantasia, che, mossa dalla vista e
dal contatto diretto dei resti antichi, senza mezzi termini comprende il vero, come attraverso una scossa. Ciò che viene acquistato per mezzo di questa seconda via è enormemente superiore per vita e colore a ciò che viene conquistato per mezzo dell'intelletto".

JOHANN JAKOB BACHOFEN (1815 - 1887)


 

47."Dio ha dato all'uomo la statura eretta e gli ha ordinato di guardare il
cielo e di ergere il volto verso le stelle".

OVIDIO (43 a.C. - 18)


 

48. "Sono pagani tutti coloro che dicono si alla vita, coloro per i quali Dio è il termine che esprime il grande si a tutte le cose".

FRIEDRICH NIETZSCHE (1844 - 1900)


 

49. "Gli dèi sono degli uomini immortali, mentre gli uomini sono dèi
mortali".

ERACLITO (550 - 480 a.C. ca.)


 

50. "Quando muore una persona cara, alla donna si addice il piangere, agli uomini il ricordare".

PUBLIO CORNELIO TACITO (55 - 120 ca.)